Se da Milano decidi di raggiungere Strongoli, con la G e non la B…, sulla costa jonica calabrese, mezzora di auto a nord del capoluogo Crotone, soprattutto dodici ore da Milano lungo la linea adriatica, ti dovrai armare di pazienza, anche perché poi a Milano ci dovrai tornare e tanto hai impiegato all’andata e tanto impiegherai al ritorno. Però ne vale la pena, se si ha come meta la tenuta della famiglia Ceraudo in Contrada Dattilo, nata dalle visioni di Roberto Ceraudo (nella foto sotto) e via via rafforzata dall’impegno dei figli, Giuseppe, nella tenuta con lui, Susy, a lei il capitolo amministrativo, e Caterina, laurea in enologia e dal 2012 chef di un ristorante con due stelle, una rossa per la qualità del cibo e una verde per il bio mondo che la circonda.
Il Dattilo è un’insegna stagionale, chiuderà il 3 novembre e riaprirà il 20 aprile 2026. Senza il turismo legato all’estate, l’investimento non reggerebbe nonostante sia la vetrina per i vini prodotti in loco. Caterina ha curato due menù degustazione, Nanà di 7 portate a 120 euro e Dattilo di 11 a 170. Più quattro alternative se qualcosa non dovesse essere gradito all’ospite.

Ricordo tutto avendo gustato tutto a iniziare dalla Sfogliatella croccante, caciocavallo podolico e sardella, una sfogliatella di pasta phillo fritta e ripiena di caciocavallo podolico, pomodorini, timo e, alla base, la sardella, una tipica conserva ittica calabrese. Capellini, fiori di zucca e capperi, con il capellino cotto in acqua di fiori di zucca in purezza e mantecati con una crema di fiori di zucca sott’aceto. Infine, per la parte…
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