Cooking my dreams, così Richard Abou Zaki, chef patron del Retroscena a Porto San Giorgio, e non solo, ha intitolato il suo primo libro, edito con Maretti di Imola. Attenti però: non è un ricettario, bensì l’esatto opposto. Trent’anni il prossimo mese di ottobre, Richard, padre libanese, madre rumena e vita italiana, lo ha messo nero su bianco quando si è sentito sicuro del percorso fatto, dall’alberghiero a Serramazzoni nel Modenese alla Gavroche a Londra e da lì alla Francescana a Modena per staccarsi nel 2000 e fissarsi sul mare di Fermo. «Cerco di fare leggere le mie emozioni perché ho concepito un viaggio tra sapori, emozioni e visioni. Pensavo potesse uscire due anni fa, ma non pensavo di essere già maturo per raccontarmi. Probabilmente non lo sono ancora, ma ora ha un senso pensando anche all’impegno televisivo in Romania».
Il libro è bilingue, italiano e rumeno. Da quando a Bucarest è diventato una star televisiva grazie al programma Chefi la cutite, chef ai coltelli, un cugino del nostro Masterchef, non può prescindere dal Paese dove è nato. Il suo mondo è diventato molto complesso ma se non aggredisci la vita da giovane, quando lo farai? Ha scritto Massimo Bottura nella prefazione: «Ci sono viaggi che iniziano in silenzio, tra le ombre di una cucina di preparazione, dove il tempo si misura in gesti ripetuti e in attenzioni invisibili. Così è cominciata la storia di Richard Abou Zaki, non con clamore ma con costanza. Con mani laboriose e occhi vigili, ha imparato a parlare il linguaggio della materia prima, del rispetto, dell’attesa. (…) Non ha mai avuto paura di sporcarsi le mani, né di sognare in grande. E quando è arrivato il momento di tuffarsi nella propria avventura, non ha esitato. (…) A Porto San Giorgio ha acceso un fuoco nuovo, con umiltà e visione, meritandosi una Stella Michelin. (…) Richard è la prova vivente che il talento, senza dedizione, è solo un…
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