Mi è stato chiesto, pochi giorni fa, qual è stato il pasto migliore del 2025. Per rispondere, sono tornato ben poco indietro nel tempo, a sabato 20 dicembre a Ragusa Ibla, al Duomo di Ciccio Sultano. Lui, classe 1970, lo aprì il 16 maggio 2000. Tempo quattro anni e arrivò la prima stella Michelin, altri due e le stelle raddoppiarono. Poi stop, l’ascensore si è fermato e sono in pratica trascorsi due decenni. Non che uno debba ricevere obbligatoriamente la terza per meriti temporali, se così si può dire, però ho prenotato dal ragusano, prima volta dopo la pandemia, proprio per coglierne lo stato di forma.
Vi sono suoi colleghi bistellati, bravi a gestirsi al meglio senza però lo smalto innovativo degli inizi. Sultano non mi ha dato affatto questa sensazione di appagamento, di cucinare in sicurezza come accade in ogni professione, quando uno capisce a cosa deve il successo e accidenti se fa un passo diverso o ha una nuova idea. Per la categoria: “più passa il tempo, meno rischio”. Rispettabilissima scelta, ma a quel punto quell’insegna non mi interessa più.

Ciccio mi appare nella stessa identica posizione, in orbita assoluta nel firmamento (g)astronomico, di Moreno Cedroni e di Davide Oldani, nati rispettivamente nel 1964 e nel 1967. Purtroppo per loro non decidiamo noi di Identità. Però hanno un futuro ancora da scrivere se pensiamo che Giancarlo Perbellini, classe 1964, e Mauro Uliassi, 1958, hanno ricevuto la terza a sessant’anni, nel 2024 e nel 2018, massima età per un tre…
Continua a leggere qui.